La Storia
Il Giorno di Lavoro… dal profumo della terra al sapore del sole.
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Una Piccola storia di campagna e di famiglia
“U STRATUNI”
Aundi fustivu a “nzaru”? (dove siete stati…) Questa era la domanda con cui esordiva nonna appena vedeva me e mio fratello salire dal sentiero (“u stratuni”) dopo avere fatto raccolto.
“A NZARU”
“Nzaru” è un antico termine varapodiese che stà ad indicare il “ciglio di una rupe o di una vallata”
“U STRITTU”
Dalla nzaru è possibile avere una vista completa su tutta una vasta area coltivata ad ulivi ed aranci solcata dal fiume Marro definita “U STRITTU”.
La Raccolta
Arrivati alla NZARU, gli strumenti di lavoro sono due: la scala e i contenitori con gancio (“i panari cu ‘ncìnu”).
L’assaggio
All’inizio della raccolta si assaggiava il frutto per valutare il livello di l’agrodolce della maturazione.
La salita
Ad assaggio concluso, si piazzava la scala e si saliva con “u panaru cu ncìnu”.
Con la Foglia
In pessato come anche oggi il frutto viene raccolto rigorosamente con la foglia per aumentarne la durata e preservarne la freschezza.
Il Rientro
Spesso al rientro si incontrava la nonna intenta a raccogliere le olive con la sua cariola e “U CRIU”(lo strumento per la cernita).
Come un Onda
Dopo il saluto, la nonna continuava la sua attività. Era uno spettacolo ammirare i suoi movimenti durante la cernita delle olive, a oltre 70 anni, i gesti fermi e precisi che compiva alzando in aria le olive e le foglie formavano come un onda che nell’infrangersi sul crìu lasciava tutte le foglie intorno a se e le olive dento.
“U CAMPU“
A fine giornata, si andavano a posare gli attrezzi con le mani color terra e profumate di NOVA.
Una piccola grande storia di campagna e di famiglia
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